Smaltimento dell'amianto: come funziona

  • Autore: Stefano Angelotti
  • 06 set, 2017
maschera e occhiali per rimozione amianto

In passato l’amianto è stato un materiale molto diffuso per lavorazioni edilizie: infatti grazie alla sua duttilità, nonché alle sue proprietà isolanti, è stato impiegato nella realizzazione di coperture, vasche per la raccolta dell’acqua, pannelli isolanti di caldaie e rivestimenti per tubazioni. Oggi però è risaputo che tale materiale sia nocivo e cancerogeno, a causa della volatilità delle sue fibre, che se inalate provocano danni polmonari anche fatali e, appunto, la formazione di carcinomi.

Al giorno d’oggi esistono molte aziende che propongono servizi di bonifica e di smaltimento dell’amianto, con costi che variano a seconda delle metrature e delle tecniche impiegate.

Ma quali sono i passaggi e le procedure corrette per lo smaltimento dell’amianto?

Redazione del piano lavori e relativa consegna all'ASL competente

Stando alle normative vigenti, una volta contattata una di smaltimento amianto, questa deve redigere un apposito piano di lavoro, il quale andrà consegnato alla ASL competente di zona.

Quest’ultima a sua volta ha a disposizione 30 giorni di tempo per dare il proprio beneplacito circa i tempi e le metodologie prospettate dall’azienda. Una volta trascorso tale lasso di tempo, la ditta, sulla base della legge sul silenzio-assenso, potrà procedere con l’inizio dei lavori.

La messa in sicurezza dell'area da bonificare

Completato l’iter burocratico, l’azienda provvederà in primo luogo alla messa in sicurezza della zona in cui è presente amianto – di norma un tetto, una copertura o un fabbricato.

Di solito per evitare lo spargimento di fibre provenienti da lastre spezzate, viene spruzzata una schiuma, la quale bloccherà tali particelle sulla copertura stessa. In un secondo momento il personale, che deve obbligatoriamente indossare guanti, tuta, maschera e occhiali di protezione, staccherà ogni singola lastra delicatamente, e la riporrà in un sacchetto appositamente pensato per accogliere i residui d’amianto.

A fine lavori, la ditta deve per legge redigere e consegnare al cliente il certificato di avvenuto svolgimento dei lavori secondo le norme.
Con questo attestato il cliente avrà la certezza di non incorrere in sanzioni e penali in caso di controlli da parte dell’ASL.

Lo smaltimento finale in centri autorizzati

Una volta completata la bonifica dal sito, la ditta incaricata provvederà a trasportare in regime di sicurezza e con mezzi idonei l’amianto presso un centro specializzato, in cui questo verrà stoccato e smaltito in tre differenti modalità:

  • tramite inglobamento, ossia mediante un normale seppellimento in discarica;
  • mediante processi chimici;
  • per mezzo di processi termici, come ad esempio la litificazione, la vetrificazione e la ceramizzazione.

Autore: Stefano Angelotti 06 set, 2017

In passato l’amianto è stato un materiale molto diffuso per lavorazioni edilizie: infatti grazie alla sua duttilità, nonché alle sue proprietà isolanti, è stato impiegato nella realizzazione di coperture, vasche per la raccolta dell’acqua, pannelli isolanti di caldaie e rivestimenti per tubazioni. Oggi però è risaputo che tale materiale sia nocivo e cancerogeno, a causa della volatilità delle sue fibre, che se inalate provocano danni polmonari anche fatali e, appunto, la formazione di carcinomi.

Al giorno d’oggi esistono molte aziende che propongono servizi di bonifica e di smaltimento dell’amianto, con costi che variano a seconda delle metrature e delle tecniche impiegate.

Ma quali sono i passaggi e le procedure corrette per lo smaltimento dell’amianto?
Autore: Stefano Angelotti 16 ago, 2017

Stando a quanto afferma l'Articolo 242 del Decreto Legislativo numero 152 del 3 aprile 2006, nel momento in cui un’area viene contaminata, oppure se ne sospetta un potenziale inquinamento, il responsabile dell’area deve immediatamente avviare  le misure d'emergenza atte a bonificare il sito, onde prevenire la diffusione di sostanze nocive per l’uomo e per l’ambiente.

Ma quali sono tali procedure, e a chi spetta il compito di verificare se un terreno è inquinato o meno?

Nei paragrafi seguenti cercheremo di capirlo meglio, analizzando le varie tipologie di interventi necessari alla bonifica ambientale di un sito.
Autore: Stefano Angelotti 13 lug, 2017

La Legge di Stabilità ha previsto per tutto il 2017 agevolazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edile, e in particolare per lavori inerenti all’aumento dell’efficienza energetica di fabbricati, condomini e abitazioni private. Stando alle ultime notizie, gli incentivi fiscali per questo genere di interventi saranno prorogati anche per la prima metà del 2018, nelle modalità specifiche di detrazione di cui parleremo a seguito.

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